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Prima di parlare della percezione dei colori, è necessario definire alcuni concetti relativi alla luce, senza la quale non esiste alcun colore.
Il sole emette una radiazione elettromagnetica che copre un ampio spettro di lunghezze d'onde, dalle radioonde ai raggi gamma.
Un insieme di raggi luminosi di diverse lunghezze d'onda emessi da una sorgente viene riflesso selettivamente dai diversi oggetti, dando origine ai vari colori. Alcune di queste lunghezze d'onda danno luogo a colori relativamente saturi, ma la maggior parte di esse viene percepita come grigi o tinte impure di un colore. La propagazione è caratterizzata da due parametri, la lunghezza e la frequenza. La lunghezza d'onda, viene misurata dalla cresta di un'onda alla cresta dell'onda adiacente. La frequenza è il numero di onde che passano in un punto nell'arco di un secondo. L'unità di misura generalmente usata per determinare la lunghezza d'onda dell'energia radiante è il millimicron, chiamato anche nanometro, indicato con nm, ed equivalente alla milionesima parte del millimetro. In realtà l'uomo percepisce solo una minima parte dell'intero spettro elettromagnetico; questo intervallo limitato, definito 'luce visibile', include lunghezze d'onda comprese tra 380 nm e 780 nm e contiene tutti i colori conosciuti.
Le onde di energia radiante al di sotto dei 380 nm (raggi ultravioletti) e quelle al di sopra dei 780 nm (raggi infrarossi) non sono percepite dall'occhio. |
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