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Prima del boom dell'era digitale, gli operatori della prestampa di qualità utilizzavano sistemi di gestione del colore proprietari o chiusi, dove tutti i dispositivi erano stati integrati e calibrati con valori noti per lavorare insieme ed in esclusiva. Chi trattava il colore erano professionisti altamente specializzati, che potevano far funzionare questi sistemi chiusi, costruendo una larga varietà d'adattamenti al colore di un'immagine acquisita da scanner e predire, con precisione ragionevole, quale sarebbe stato il risultato finale della stampa in base alle loro manipolazioni. Questo tipo di gestione era possibile solo se si utilizzavano solo quei determinati dispositivi. Attualmente la stampa digitale richiede l'integrazione di hardware e software in costante aggiornamento. Ecco nascere l'esigenza di una gestione di colore aperta, che consenta la massima integrazione tra sistemi operativi, applicativi di grafica e periferiche, inducendo le maggiori aziende a discutere una nuova gestione del colore standardizzato. |
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